A. Bertoloni - Hortus Siccus Florae Italicae
Custodian
Abstract
Antonio Bertoloni (Sarzana, 12 Febbraio 1775 - Bologna, 17 Aprile 1869) fu probabilmente il più famoso botanico italiano dell'800; il suo interesse per la Botanica viene fatto risalire agli anni di studio a Pavia, dove si recò nel 1793 con l'intenzione di seguire i corsi di scienze matematiche; dopo un breve periodo di ricerca e insegnamento a Genova, fu chiamato, nel 1815, alla cattedra di Botanica all'Università di Bologna. Qui si dedicò completamente allo studio delle piante di ogni parte del mondo, pubblicando numerose opere e raccogliendo una enorme quantità di campioni che costituiscono oggi una parte importante dell'Erbario dell'Università. Egli arricchì le collezioni dell’Orto botanico, soprattutto con l’introduzione di piante provenienti dall’America, ma la sua opera maggiore , per la quale il suo nome è ancora oggi noto ai botanici di tutto il mondo, resta la “Flora Italica” (il titolo completo è "Flora italica sistens plantas in Italia et in insulis circumstantibus sponte nascentes"), un’importante opera sistematica di documentazione floristica relativa alle piante spontanee di tutto il territorio nazionale (benché allora, 1833-1854, non unificato).
Questa sua opera in 10 volumi, prodotto di 40 anni di preparazione e di studio, è per certi versi ancora insuperata, se si considera che tutte le specie da lui descritte sono state accuratamente studiate e che le indicazioni delle località nelle quali esse vivono si basano su campioni raccolti da Bertoloni stesso o inviatigli da altri botanici italiani, campioni che oggi costituiscono uno dei più noti erbari italiani, lo “Hortus Siccus Florae Italicae”.
Description
Questo erbario contiene esemplari provenienti, oltreché dalla penisola, anche dalla Sicilia, dalla Sardegna e Corsica, e dalle isole minori e comprendeva, in origine, 803 generi e 4211 specie di piante, tutte diligentemente seccate e ancora meravigliosamente conservate. Ogni esemplare porta un cartellino su cui sono scritti il nome scientifico della pianta, la località e data di raccolta, il nome del raccoglitore e il riferimento al volume ed alla pagina dell’opera in cui la pianta viene descritta.
Fondamento indispensabile per la compilazione della prima flora d’Italia, la realizzazione di un erbario che raccogliesse campioni di tutte le piante della penisola impegnò Bertoloni praticamente per tutta la vita.
Aspetto spesso sottovalutato, la vastità del lavoro da svolgere, l’estensione del territorio da esplorare, le oggettive difficoltà degli spostamenti lungo un’Italia non ancora unificata, indussero Bertoloni a richiedere l’aiuto degli altri botanici italiani e a instaurare una rete di rapporti che arrivò a coprire l’intero territorio; da ogni parte d’Italia Bertoloni ricevette piante essiccate, informazioni, consigli. L’Hortus Siccus Florae Italicae, che raccoglie oltre 38.000 piante ancora conservate nei 258 faldoni realizzati da Bertoloni, è quindi il risultato di una stretta collaborazione tra quasi tutti i botanici italiani, dai semplici appassionati a quelli più famosi.

